Rebranding, quando il cambiamento è funzionale

Rebranding, quando il cambiamento è funzionale

Ricominciare. Rinnovare. Ridisegnare. Questo è il rebranding, una strategia di marketing e comunicazione utilizzata per dare nuova linfa alle aziende.

Ciò che porta una società ad una riorganizzazione della brand identity può essere distinto tra rebranding reattivo e proattivo. Nel primo caso il rebranding viene scelto per comunicare cambiamenti importanti, come una fusione aziendale o come risposta all’innovazione dei competitor, per mantenere un vantaggio sul mercato. Nel secondo caso, invece, questa strategia rappresenta una opportunità di miglioramento della propria identità a 360°.

I benefici del rebranding in tre punti:

1. riallineare i valori aziendali con la brand identity per un nuovo e più efficace coinvolgimento del pubblico;

2. distinguersi dalla concorrenza e continuare ad espandersi con l’obiettivo di far crescere il proprio marchio;

3. fronteggiare al meglio i cambiamenti di un mercato caratterizzato da clienti sempre più esigenti.

Un’operazione di rebranding non è esente da rischi. Il cambiamento, in ogni sua forma, è destabilizzante e i consumatori potrebbero sentirsi disorientati e non ritenere migliorativa una azione definita tale dal brand stesso. Il processo deve essere gestito con cura, attraverso ricerche di mercato, valutazioni dell’identità attuale del marchio, definizione di nuovi obiettivi e creazione di nuovi elementi di identità visiva. Solo così cambiare potrà rappresentare una opportunità.

Ottobre 13, 2023

Scent-marketing, è tutta una questione di naso

Scent-marketing, è tutta una questione di naso

Quello dell’olfatto è il senso che maggiormente incide sull’inconscio. Non è un caso, dunque, se è possibile parlare di marketing olfattivo, o scent-marketing, quale strumento di persuasione. Questa tipologia di marketing è parte integrante del marketing sensoriale e pone le sue radici in studi scientifici, che attestano la capacità dei profumi di riuscire ad influenzare le emozioni. Il suo scopo, dunque, è creare strategicamente un ricordo positivo del brand attraverso una particolare fragranza, rendendo memorabile l’esperienza d’acquisto o di permanenza dell’utente finale. Adattandosi a molti settori, il marketing olfattivo rende il fruitore di un servizio o l’acquirente di un prodotto parte attiva dell’organizzazione/brand grazie a stimoli odoriferi specifici.

L’odore del pane appena sfornato, posizionando il forno all’ingresso di un panificio. Il profumo del caffè che sovrasta quello dei prodotti degli scaffali vicini, in un supermercato. Aroma di vaniglia, che calma e rilassa, nella hall di un hotel. Bergamotto per il packaging di acquisti online. La narrazione di una azienda può risultare vincente grazie a questi dettagli. Atmosfere piacevoli e accoglienti in cui immergersi grazie agli odori migliorano la fidelizzazione e la customer experience e rafforzano la brand identity. Si tratta di un investimento a lungo termine per fare la differenza e riuscire a conquistare il cuore del pubblico legandosi ai suoi ricordi, in un mercato sempre più ampio e in continua evoluzione.

Luglio 5, 2023